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Si è considerato gli studi sulle biocellule, sui movimenti molecolari, sulle trasmissioni sinaptiche, sul potenziale presinaptico, sul flusso degli ioni di calcio e degli anioni in dermatologia e nel panorama polmonare.
L'ampia bibliografia scientifica oggi esistente, permette lo studio e l'ulteriore utilizzo, delle transizioni biomolecolari elettroniche.
Le cellule dell'organismo sono potenzialmente immortali.
Nel 1910 per dimostrare la validità di questa affermazione, il ricercatore Dott. Alex Carrel, prelevò alcune cellule da embrioni animali e li allevò in laboratorio. Oggi dopo innumerevoli cicli riproduttivi, le cellule che furono conservate all'istituto Rockfeller di New York, continuano a vivere.
Questo dimostra l'immortalità cellulare, ma anche che sostanze chimiche, traumi, radicali liberi e virus possono disporre in necrosi le cellule.
La cellula muore solo dopo aver subito una lunga ed irreversibile infiammazione ma, può anche essere indotta a suicidarsi dai radicali liberi, che penetrando nella cellula, ne alterano il DNA e ne distruggono i mitocondri (apoptosi).
La difesa delle cellule dai radicali liberi inizia dalla pelle, per mantenerla al giusto grado d'umidità, per questo è necessario bere almeno due litri d'acqua al giorno, dose che aiuta a contrastare la perdita di tono della muscolatura facciale, e del cedimento dei tessuti responsabili delle rughe verticali (parentesi di Venere) ai lati della bocca.
E' importante anche mantenere una dieta alimentare ricca di verdure e frutta, che apportano ai tessuti cutanei un prezioso cocktail di vitamine e minerali che cedendo elettroni, contrastando e combattendo i radicali liberi.
Il selenio è il minerale più utile per la difesa dei tessuti dermatici, in particolare del viso, dall'assalto del tempo.
Egli è, infatti, il componente essenziale dell'enzima "glutatione perossidasi" che controlla i processi antiossidanti dell'organismo, preservando i tessuti da reazioni chimiche che provocano lesioni alle cellule accelerando il processo degenerativo.
In genere il selenio è associato ad altri minerali benefici per la pelle: il rame, che stimola la produzione di collagene; lo zinco, che attiva le difese dell'epidermide; il manganese ed il magnesio, che agendo sul metabolismo accelerano il rinnovamento cellulare.
Dopo i 25 anni il ricambio cellulare, che in una pelle giovane è di 28 giorni, comincia a rallentare, occorre più tempo per spazzare via il tappeto di cellule morte (corneociti) e rinnovare gli strati superficiali dell'epidermide.
Parallelamente, diminuisce la coesione tra le cellule, la produzione di sebo (lubrificante naturale che mantiene elastici i tessuti) rallenta, così pure il contenuto d'acqua nelle singole cellule, che risultano meno turgide ed idratate, la pelle acquista un aspetto asfittico.
La ricerca scientifica ha evidenziato, che intorno ai 30 anni inizia una lenta e graduale diminuzione delle fibre di collagene ed elastina, (la trama elastica che rappresenta il sostegno della pelle) ed iniziano anche alterazioni alla microcircolazione, alterazioni che comportano la cattiva ossigenazione degli strati cutanei, con risultato che la pelle diventa secca, sottile e opaca, priva d'elasticità . Questi fattori biologici subiscono un'accelerazione nel periodo estivo, causata dall'esposizione del corpo ai raggi solari, responsabili dello stress cutaneo denominato "photoaging".
E' dimostrato come i raggi ultravioletti, e i raggi UVA, sono i veri killer delle fibre di sostegno della pelle ed i più dolci e penetranti raggi UVB, spezzano in maniera irreversibile la rete d'elastina e collagene prodotta dalle cellule dermatiche, che non si limitano ad alterare solo la struttura cellulare, ma innescano anche la produzione di radicali liberi che ossidano e danneggiano altre cellule provocando il veloce invecchiamento.
I bersagli di questi sono soprattutto i lipidi, gli acidi nucleici e l'acido ialuronico, idratante e collagene principale della proteina del tessuto connettivo cutaneo.
Una specifica attenzione la merita anche l'inquinamento ambientale che alterando lo strato corneo, rende la pelle arida, a questi si possono aggiungere gli alcolici ed il fumo delle sigarette, quest'ultimo riversa sulla pelle circa 250 sostanze tossiche sottraendogli il vitale ossigeno.
Nei paesi ricchi, la vita media si è allungata, i cinquantenni rappresentano il 50% della popolazione attiva e produttiva, il basso livello di nascite che si registra non favorisce il ricambio generazionale, sorge quindi la necessità di rallentare il processo degenerativo cellulare e/o arginare i danni che comporta all'organismo.
Il tentativo di mettere a punto i ritrovati antietà interessa tutto il mondo civilizzato . Nella girandola di queste ricerche c'è di tutto: acetilcarnitina, melatonina, somatropo, vitamina E, ormoni del timo, ormone dhea, e così via. Per molti non esiste sufficiente documentazione, mentre per quelle che fanno capo agli antiossidanti, esiste una base logica che consiste nella loro capacità di cedere elettroni, che rallentano l'attacco degli ossidanti.
Il modo migliore per prevenire, è rallentare il processo d'invecchiamento mantenendo costante la melatonina prodotta dalla ghiandola pineale del cervello, che mantiene la sincronia cellulare, attiva i recettori e consente una perfetta comunicazione intracellulare, rafforzando il sistema immunitario dall'attacco dei R.L. che contribuiscono all'usura dell'organismo.
Gli studi effettuati sulle membrane cellulari, sulla loro comunicazione e rigenerazione, hanno appurato che queste micropile, come radioricevitori, usano sintonizzarsi su frequenze comprese tra i 25 Hz ed i 900 Mhz in rapporto alla loro collocazione nell'organismo.
Grazie all'uso delle più moderne tecnologie dopo anni di studi e ricerche sulla biologia molecolare, indirizzate in particolare modo sulla rigenerazione cellulare, siamo riusciti a realizzare e brevettare una tecnologia elettronica, basata sull' emissione di particolari treni d'onda, che polarizzando le membrane cellulari le ricaricano riattivando le loro normali funzioni metaboliche.
Tale emissione, inavvertibile, agisce sulle cellule per effetto piezoelettrico, rifornendole di energia, eliminando disturbi tipici (dolori di natura varia) nell'apparato di un organismo vivente e ripristinando il suo normale metabolismo.
Già dalle prime applicazioni si noterà un senso di benessere ed una diminuzione del dolore su tutto l'organismo interessato; in taluni soggetti può verificarsi un aumento temporaneo del dolore che raggiunto l'apice diminuisce rapidamente senza che lo stesso ritorni.
L'uso regolare e costante di questa tecnologia, consentirà alle cellule dell'apparato di sintonizzarsi sulla frequenza a loro più congeniale per rigenerarsi e trarne il massimo vantaggio.
Questa tecnologia trova applicazione nelle cure antidolorifiche e di stimolazione.
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